Le Guide Alpine di Courmayeur tornano sull'Everest

Edmond Joyeusaz, Gianluca Marra e Francesco Civra Dano, Guide Alpine della Società delle Guide di Courmayeur tenteranno di scalare la Parete Nord dell'Everest risalendo l'Hornbein Couloir per ridiscendere dalla cima con gli sci, operazione che costituisce una prima assoluta nella storia dell'alpinismo.

La scalata sarà effettuata in stile "alpino" ovvero senza l'ausilio di corde fisse e bombole di ossigeno, in modo da operare nel rispetto dell'ambiente.

Al termine della spedizione saranno rimosse tutte le corde fisse sulla via di salita, mentre sulla via del ritorno a valle, le Guide saliranno nuovamente al Campo Base dalla via "normale" tibetana per ripulire la morena dai materiali abbandonati in decenni di tentativi di scalata.

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giovedì 9 settembre 2010

Xegar






Xegar 08-08-2010
SOLE!! SOLE!! SOLE!!
Finalmente è arrivato, oggi in pulmino si respirava un’altra aria, tutti più sorridenti e scherzosi, nessuno ha dormito, tutti erano concentrati a far foto ed a filmare. Con queste luci ed i paesaggi che abbiamo attraversato è stato un gioco da bambino fare delle belle immagini. Oggi vi voglio presentare gli amici trekker che ci accompagnano fino al campo base, tutti simpatici e così diversi. Cominciamo da Federico; giovane laureto in economia e maestro di sci di 25 anni. L’ho avuto come atleta quand’ero allenatore del comitato valdostano di sci alpino. Federico è stato un’ ottimo atleta è arrivato al limite della nazionale, vincendo anche una medaglia ai Campionati italiani di discesa libera nella categoria aspiranti. Intelligente e simpatico in questo momento lo invidio parecchio per i suoi capelli, anch’io, in un passato abbastanza remoto li ho avuti. Poi c’è Edoardo; Avvocato bolognese di 34 anni dall’aplomb impeccabile, sempre misurato nelle espressioni, con una grande esperienza di viaggi. In questi giorni a tenuto lezioni su qualunque argomento si affrontasse, sulle popolazioni indoeuropee ( Celti, Germani, Italici, Slavi, Dori e Arii) dimostrando d’avere una cultura vastissima. Oggi ci ha calcolato il percorso con i metri e il dislivello per raggiunger il Campo base avanzato. Infine, c’è Carlo il più maturo, 51 anni di Lecco, persona dalla grande sensibilità e cortesia, un personaggio d’altri tempi con grandi valori. Carlo è il nostro cineoperatore, quando visitiamo qualche sito è talmente preso a catturare immagini e situazioni interessanti che per finire è sempre l’ultimo a tornare i pulmino. Un gruppo eterogeneo con cui è piacevole viaggiare e condividere quest’esperienza.
Xegar a differenza delle tappe precedenti è un piccolo paesino di pochi abitanti con pochi cinesi, per il momento….L’hotel non è male, c’è ancora il collegamento ad internet, forse per l’ultima volta. La sistemazione è decorosa. Piccolo particolare: Federico che è in camera con me, ha scoperto in questo momento, mentre sto scrivendo che sulle tende ci sono le pulci e vista la sua chioma fluente a deciso che dormirà con la cuffia x la doccia..hahaha!!
Arrivederci a Rombuk!!!
Tashi Delek!!

mercoledì 8 settembre 2010

Shigatse





Shigatse 08-09-2010

Di prima mattina abbiamo visitato il monastero di Pelche, l’ennesimo, alla fine si assomigliano tutti, ma d'altronde c’è poco altro da vedere, le montagne sono ancora lontane. Il viaggio da Gyantze a Shygatze e stato breve, alle 12,30 siamo arrivati, ad aspettarci un hotel che da fuori non sembrava male, saliti in camera abbiamo trovato lenzuola ed asciugamani grigio scuro. Fortuna che questo è un hotel per turisti, figuriamoci agli altri….Dopo qualche giorno di Tibet, la sensazione è che la cultura tibetana resista nei riti religiosi e nelle campagne al di fuori dei centri più popolati. Purtroppo è iniziato un “inquinamento” culturale che fra qualche anno lascerà ben poco. Resisterà probabilmente nei monumenti, i cinesi hanno capito che sono indispensabili per l’economia. Non nascondo una certa delusione, i cambiamenti hanno migliorato forse le condizioni di vita di alcuni nativi, ma, hanno introdotto nuovi desideri (cellulari, prodotti di consumo) che, di fatto, creano una certa disparità sociale. Nei giovani che a gruppi passeggiano per le strade, si percepisce questo allontanamento dalle tradizioni. Intanto i miei due giovani compagni di avventura hanno risolto i loro problemi di intestino ed hanno deciso di far crescere la barba. A dire il vero non hanno un aspetto molto rassicurante, a prima vista sembrerebbero due Talebani, per fortuna ci sono le nostre belle divise rosse della Eider a distinguerci.
Abbiamo voglia di montagna!!!.
Tashi Delek a tutti gli appassionate ed amici che ci seguono.
(Foto: facce da Tibet!!!)
edmond

martedì 7 settembre 2010

Gyantze





Gyantze 07-09-2010
Notte in bianco per Gianluca e Francesco, Carlo aveva già dato la sera prima. Era inevitabile che prima o poi la maledizione dello Jeti avrebbe colpito, scagozzo e vomito inesorabilmente affliggono il turista, per quanto si stia attenti è difficile scamparla. Oggi i due giovani erano un po’ deboli ma stavano già molto meglio. Dopo la visita al monastero di Drepung , forse il più bello di quelli visti fino ad ora, abbiamo proseguito per Gyantze. Qui tutto è cambiato, per le olimpiadi del 2008 i cinesi hanno asfaltato i 1,400 km di sterrato che separavano Lhasa dal confine Nepalese. Il viaggio risulta decisamente più comodo e le nostre schiene hanno apprezzato. Il tour ha perso però parecchio del suo fascino, ora lungo la strada asfaltata lunghe file di pali del telefono e dell’ energia elettrica rovinano in parte il panorama e le nostre foto. Dopo il colle di Karo La (4.900 mt. ) la strada ridiscende nella valle che è diventata un immenso lago artificiale lungo decine di kilometri, una centrale idroelettrica ha permesso di elettrificare tutti i paesi delle valli che fino ad ora vivevano al lume di candela come un secolo fa. La città di Gyantze che la quarta per dimensioni e abitanti del Tibet, è decisamente più sporca e si vede un sacco di immondizia in giro, anche qui si sta costruendo ad un ritmo frenetico, continua la colonizzazione con famiglie cinesi che vengono prelevata da altre regione e portate a vivere qui. Bene per oggi e tutto ci aggiorniamo a Shigatse.
Tashi Delek!! (saluto tibetano)
edmond

lunedì 6 settembre 2010

Lhasa






Lhasa 06-09-2010

Siamo arrivati ieri dopo un volo di un’ora e mezza sopra un mare di nubi da cui emergevano come scogli in rapida successione, Cho Oyu, Everest, Manaslu e Kangchenjunga, è stato un volo breve ma fantastico. L’aeroporto di Lasha è stato rifatto completamente, moderno (con i finger), pulito e tecnologico. Prima di uscire i controlli sono stati asfissianti, ad alcuni di noi hanno sequestrato le guide turistiche solo perché nel titolo figurava Cina & Tibet, come se fossero due nazioni diverse, e questo il sistema non lo tollera. Ero stato l’ultima volta a Lhasa nel 2000, devo dire che è irriconoscibile, sono stati costruiti vialoni larghissimi lunghissimi molto puliti, con piste ciclabili e numerosi sono i ciclomotori elettrici, sui lati negozi con le grandi firme internazionali. Gli hotel sono aumentati e migliorati nei servizi, il nostro ha addirittura 6 pc nella hall con il collegamento ad internet, ma c’è un piccolo disguido; non riusciamo d aggiornare in nostro blog, credo sia bloccato dal regime essendo una forma di espressione libera… La Lhasa di “sette anni in Tibet”, è diventata una città come tante altre con 700.000 abitanti in prevalenza cinesi, i tibetani purtroppo sono oramai una minoranza. Oggi siamo stati a visitare il palazzo del Potala, l’antica dimora del Delai Lama e del governo tibetano, una visita lunga e molto interessante ma parecchio faticosa. Alcuni di noi, non hanno retto all’odore nauseabondo che emana il grasso di yak che viene bruciato al posto dei ceri, anche il fumo infastidisce gli occhi e dopo poco la voglia di uscire è tanta.

Il tempo sembra voglia volgere al bello e questo ci fa enormemente piacere, non vediamo l’ora di arrivare al campo base.

Un saluto dal Tibet.

edmond

venerdì 3 settembre 2010


Kathmandù 03-09-210
Il gruppo dei ragazzi oggi è stato a Bhaktapur, la vecchia capitale del Nepal, famosa per essere stata il set principale del film “L’ultimo Imperatore”, il capolavoro di Bernardo Bertolucci. Io sono ancora a sistemare le ultime cose prima di partire per il Tibet. Ho cambiato due sarti prima di trovarne uno all’altezza di cucire il logo del nostro partner LOGWIN sulle maniche delle nostre tute. Mi ha contattato il segretario di Miss. Elisabeth Hawley (87 anni), la memoria storica degli ottomila, vuole sconoscere il nostro programma e lo farà anche al nostro ritorno dalla montagna per certificare l’eventuale salita e discesa con gli sci, si spera…. Passeggiando per le vie di “Tamel”, (il quartiere centrale di KTM) mi rendo conto che non potrei mai vivere in un luogo del genere; difficile abituarsi al chiasso, agli odori, ai clacson che suonano in continuazione senza alcun motivo. Il clacson sembra essere lo strumento più importante dell’auto.In tutti i paesi del terzo mondo i soldi sono sporchi, qui in Nepal sono a dirittura lerci, un focolaio di germi, senti il bisogno di larti le mani di continuo.La sporcizia poi, è ovunque, mi aspettavo che in questi ultimi anni avessero introdotto i cassonetti dell’immondizia ma, il momento sembra ancora lontano. Dopo cena tornare in hotel dal ristorante è decisamente pericoloso, pochissime vie hanno l’illuminazione pubblica, molte strade oltre ad avere le fogne a cielo aperto hanno profonde buche, ieri sera a momenti finiamo in fosso profondo 80 cm. pieno di liquami…A complicare il tutto, ogni sera per la mancanza di risorse viene tolta la corrente elettrica, la lampada frontale diventa quasi indispensabile per rientrare incolumi. Kathmandù e piena di contraddizioni, esistono internet caffè ad ogni angolo di strada ma, le condizioni di vita della popolazione sono decisamente pessime. Il Nepal pur essendo un paese stupendo, con grandi ricchezze paesaggistiche, si conferma uno dei paesi più poveri del pianeta con un reddito medio pro capite giornaliero di solo 1 USD.
Intanto speriamo che smetta di piovere altrimenti mettiamo la muffa!!!
Namaste.
edmond

giovedì 2 settembre 2010


Kathmandù 03-09-210

Non saremo soli sull’Orbein Couloir, oggi su Explorerweb è apparsa la notizia che il fortissimo basco Alberto Zerain affronterà da solo e in stile alpino la nostra stessa via. Zerain è molto noto nell’ambiente himalayano, ha scalato dieci 8000 e l’ha fatto sempre in stile alpino senza aiuti esterni. Ultimo exploit nel 2008 al K2, nel giorno della grande tragedia con dodici vittime. In quell’occasione partì da quota 7.500 mt., raggiunse campo IV sulla spalla del K2 mentre gli altri alpinisti si stavano ancora preparando ed apri la traccia da solo fino alla cima. Zerain alle tre del pomeriggio era in vetta e quando avvenne la tragedia si trovava già tranquillamente in tenda a riposare. Per noi non essere soli sulla via non è un problema, anzi, se ci sarà collaborazione le opportunità di raggiungere la cima sicuramente aumenteranno e sarà vantaggioso per tutti.
Namaste.
Edmond

Namaste`!


Kathmandu` 02-09-2010


Siamo arrivati ieri sotto una pioggia torrenziale, il monsone è ancora presente. Abbiamo sorvolato il Pakistan coperto da un mare di nubi ed il pensiero è andato a quelle miglia di persone che sotto le nuvole stanno vivendo la grande tragedia delle inondazioni. Manco da qualche anno da Kathmadù, ma, nulla sembra essere cambiato; appena metti fuori il naso dall’aeroporto subito gli odori (non sempre piacevoli) forti ti investono, il traffico è sempre caotico su strade ancora più disastrate e piene di immondizia. I cambiamenti politici di questi ultimi anni con la salita al potere dei maoisti non pare abbiano portato molti miglioramenti. Oggi i ragazzi (Gianluca, Francesco, l’operatore Carlo e gli amici trekker Federico ed Edoardo sono partiti di buon ora per un giro turistico. Io invece, con i referenti dell’agenzia Cho Oyu che ci cura l’organizzazione, ho passato la mattinata a sbrigare le formalità burocratiche: visti per la Cina, sdoganamento del materiale, controllo della lista dei viveri, ecc. ecc. Sembrerebbe che sulle montagne, nonostante il monsone sia stato particolarmente attivo, non ci sia troppa neve e questo, ci fa enormemente piacere, ma aspetto di verificare di persona le reali condizioni della montagna prima di gioire. Le sorprese non mancano mai da queste parti, i cinesi hanno posticipato di un giorno l’unico volo settimanale di collegamento tra KTM e Lasha, per cui, partiremo alla volta del Tibet il 5 di settembre anziché il 4.
Bene, questo è tutto per oggi un saluto dal Nepal.


edmond